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CENNI STORICI

L'8 e il 9 luglio 1939, veniva inaugurato - con una grande manifestazione aerea - l'aeroporto doganale di Locarno, fortemente voluto dalla locale Sezione dell'Aero Club Svizzero (AeCS). Il cammino che ha condotto a quei giorni non fu facile, molti gli ostacoli da superare, ma la volontà di un gruppo di uomini, con alla testa il pioniere aviatore ing. Italo Marazza , seppero realizzare l'aerodromo, dopo cinque anni di lotte, alle volte cruenti. Nei primi anni Trenta, in Ticino esisteva unicamente il campo militare d'aviazione di Bellinzona , sul quale oltre all'aviazione militare operava la Sezione Ticino dell'AeCS , fondata il 22 ottobre 1923.

In seguito la Sezione raggruppava piloti ticinesi, quali Olinto Carmine, Emilio Passalli, Renato Bobbia, Fernando Bonzanigo, Willy Jäggli, Sven Mumenthaler, Vittorio Frizzoni, Italo Marazza, Decio Bacilieri, Ivo Buetti; e si volava sul Tiger Moth HB-UTI . Ma poi l'armonia si guastò. Nel marzo del 1934, il Consiglio di Stato approvò il messaggio che proponeva la costruzione di un aeroporto cantonale a Giubiasco e che avrebbe dovuto sostituire la struttura di Bellinzona. Contro il progetto insorsero tuttavia, con determinazione, i piloti locarnesi ritenendo che Locarno sarebbe stata l'unica e giusta sede per un aerodromo d'importanza cantonale.

Da qui la decisione di costituire una sottosezione dell'AeC Ticino; subito imitati dai luganesi. Nacque così, il 25 gennaio 1935, la Sezione Locarno dell'AeCS con l'obiettivo di creare a Locarno un aeroporto cantonale. Scartata l'idea di una struttura in zona Saleggi (fu esaminata anche la zona Saleggi di Ascona) si optò per la zona Piano di Magadino . Il 25 marzo 1937, l'Ufficio aereo federale rilasciò all'AeCS Sezione di Locarno l'autorizzazione a concretizzare il progetto di creare un aerodromo doganale sul Piano di Magadino. L'autorità cantonale archiviò il progetto di Giubiasco. 

La Sezione AeCS di Locamo mise in atto una propaganda a tappeto per mettere in evidenza la problematica economica connessa alla realizzazione dell'aeroporto e impostare un sano sviluppo aviatorio nel Cantone. La campagna promozionale avvicinò con successo i giovani all'aeronautica in particolare all'aeromodellismo ed al volo a vela . Nel contempo con la collaborazione di diversi Comuni della regione iniziarono i lavori per la preparazione della pista in erba e per la costruzione dell'aviorimessa. 

Vivo interesse all'opera fu dimostrato dalla Swissair che fece ampliare l'aviorimessa e - a partire dal 18 marzo 1940 - inaugurò la linea Locarno-Roma , affiancata - il 1. aprile - dalla destinazione Barcellona. Gli eventi bellici del maggio 1940 determinarono la sospensione dei voli con l'estero e la Swissair dovette così interrompere l'attività. A partire dallo stesso anno, l'aeroporto venne aperto all'aviazione militare che impiantò una base con il compito di formare piloti e osservatori. Un'attività questa che si sviluppò sempre più, basti pensare che tutti i piloti militari svizzeri, a partire dal 1941, furono istruiti a Locarno.

E che oggi è impegnata nella costruzione di nuovi edifici che andranno a sostituire le "baracche " per un investimento di 14 milioni di franchi. Anche l'attività civile del volo a motore , del volo a vela , del paracadutismo , a partire dal 1949, ha conosciuto un'evoluzione costante. Sull'area aeroportuale hanno la loro base la REGA (Guardia aerea svizzera di soccorso) a sud delle Alpi, una società di elicotteri per scuola e trasporti, la scuola di volo dell'Aero Locarno , e diverse altre importanti attività connesse all'aviazione. Complessivamente l'aerodromo dà lavoro a un centinaio di persone. 

L'evoluzione del trasporto aereo commerciale non permette tuttavia di operare, per ragioni di sicurezza, sulle attrezzature aeroportuali esistenti. Così non possono fare scalo a Locarno velivoli che sarebbero interessanti per il turismo. La Crossair ad esempio non può fruire dell'aeroporto di Locarno. L'Aero Club Locarno ha fatto opera d'informazione attiva, con l'organizzazione di giornate per le Autorità e con conferenze e manifestazioni varie, già a partire dal dopoguerra e in seguito, in modo particolare negli ultimi venticinque anni, per promuovere l'adeguamento dell'aeroporto alle esigenze del traffico aereo. 

Dal 1955 l'aeroporto di Locarno è proprietà del Cantone Ticino.  Un progetto elaborato dal Governo (e approvato dal Gran Consiglio) per costruire una pista con i necessari edifici fu oggetto di referendum accolto in votazione popolare il 18 maggio 1969. Da allora la realizzazione di un aerodromo a Locarno, che permetta la prevista complementarità con quello di Lugano, è sempre allo studio. La sicurezza per i voli che interessano il Locarnese e il Bellinzonese non viene concretizzata, fatto questo che impedisce a traffici, turisticamente interessanti per le due regioni, di farvi scalo. Anzi - cosa assurda - neppure i DC-3 commerciali , che volavano sull'aeroporto sino al 1961, sono oggi autorizzati ad atterrare a Locarno. 

Le difficoltà sollevate dalle associazioni protezionistiche - che si oppongono ai lavori di ampliamento - possono solo essere parzialmente comprese da chi crede nell'aviazione. Al riguardo basti pensare che se non ci fosse stato l'aerodromo, lo sviluppo edilizio e le iniziative degli anni '60 avrebbero fatto sparire il verde esistente e forse anche le "Bolle ". Si potrebbe pensare che dietro a tanto accanito ostruzionismo, solamente contro l'aeroporto di Locarno, possano celarsi particolari interessi non sempre collimanti con l'interesse generale che si intende perseguire con il suo adeguamento.

 
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